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"Verranno giorni..."


Dal Vangelo secondo Luca

Lc 21,5-11

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».

Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».

Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

 

Abbiamo già commentato questo brano poco più di una settimana fa (vedi link) ponendo l’accento sulla necessità di non lasciarsi sviare da sedicenti messia e sfacciati imbonitori che in nome di Dio gettano fumo negli occhi e alimentano false attese facendo squallide previsioni sulla fine del mondo e autoproclamandosi inauguratori “del tempo finale”.


Oggi vorrei soffermarvi con voi sulle parole pronunciate da Gesù allo scopo di dar fiducia alla gente che lo stava ascoltando mentre annunciava loro conflitti etnici e nazionali, calamità naturali, carestie e pestilenze, insieme a fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Non vi terrorizzate”, dice Gesù.


Sappiamo che questi dettagli terrificanti fanno parte di una “scenografia apocalittica” che può sembrare un annuncio agghiacciante, come buona parte della letteratura apocalittica. Di fatto però ha uno scopo ben diverso, direi diametralmente opposto: è un messaggio di speranza che, dice l'esegeta francese Paul Beauchamp, ci aiuta “a sopportare l’insopportabile”.


Come?

Anche se il male sembra prevalere attraverso fatti dolorosi che feriscono il cuore e spezzano la vita, bisogna aver fiducia nella vittoria finale del Bene. Non solo: questi fatti che sembrano essere annuncio della fine e preludio della morte, sono invece l’inizio delle doglie di un parto che genera la vita, come per Cristo il dolore della croce, che prelude alla sua risurrezione.


Dunque “non vi terrorizzate” neanche voi oggi!

La morte e risurrezione di Cristo ci aiuta davvero a “sopportare l’insopportabile”.

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