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Posti a servire, non posti a sedere


Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 14,1-6


In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».

Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

 

Se dovessi dare un titolo a questo brano del Vangelo, scriverei così: “Posti a servire, non posti a sedere”.

Vi spiego perché.

In questo primo discorso d’addio ai discepoli – Gesù ne ha fatti ben tre! – detta loro il suo testamento. Dice ciò che gli sta più a cuore e dispone dei suoi beni o, meglio, delle “molte dimore” che ci sono nella casa del Padre. E puntualizza: io intanto vado a prepararvi un posto.

Sta forse parlando del paradiso? Sta prospettando ai discepoli l’eredità di un posto a sedere tra le tante poltrone numerate e più o meno comode che il Padre ha disposto per la vita eterna? I nostri esegeti c’invitano a diffidare di questa interpretazione quasi hollywoodiana. Ci indirizzano invece verso una lettura molto più concreta e più vicina a noi.


“Io vado”, dice Gesù. C’è dunque innanzi tutto un cammino che Gesù porterà a compimento con la sua morte e risurrezione. Questo cammino coinvolge anche noi perché Lui è “la via”. Se accettiamo di percorrere la sua stessa via donando la nostra vita come Lui ha fatto, eccoci nel regno di Dio, nella casa del Padre che è Gesù stesso, presente ora qui, nel tempo, nella Chiesa e nelle nostre comunità cristiane, e sempre presente nella gloria, alla destra del Padre.


“Il posto” di cui parla Gesù è dunque innanzi tutto qui, nella comunità cristiana ed è ‘un posto a servire’, non ‘a sedere’ per primeggiare con sfacciato protagonismo di bassa lega, come talvolta siamo tentati di fare. Questi posti sono molti perché molti sono i carismi che animano la comunità e ad ognuno è stata affidata una mansione, una missione, un carisma per il bene di tutti.


Ecco la bellezza armonica del regno di Dio.

Non guastiamola con la pretesa dei primi posti. Soprattutto non sgomitiamo per ottenerli.

E stiamo lì dove Gesù ha preparato un posto per noi.

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