top of page
strisciablog.jpg

Per guardare la vita dall'alto

e vedere il mondo con gli occhi di Dio

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO

leggi | rifletti | prega | agisci

VUOI RICEVERE IL COMMENTO ALLA PAROLA DEL GIORNO SU WHATSAPP?

icona-whatsapp-300x300.png
civetta_edited.png
Se vuoi ricevere il post quotidiano della Parola del giorno su WhatsApp, compila questo modulo. Ti inseriremo nella bacheca "La Parola del giorno" da cui potrai scaricare il link.

Il tuo modulo è stato inviato!

Cerca
  • Immagine del redattoreComunità dell'Eremo

Non sia turbato il vostro cuore



Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 14,1-12


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».

Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.

Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».


«Non sia turbato il vostro cuore», dice Gesù ai discepoli. È un invito deciso, che non lascia spazio allo scoraggiamento. Eppure questo stato d’animo – il turbamento – aveva pervaso lo stesso Gesù sia alla morte di Lazzaro, sia nell’imminenza della sua stessa morte e, sempre in quelle ore, durante l’annuncio del tradimento di Giuda.

Perché allora a noi non è concesso di essere turbati, se Lui, il Signore, è passato attraverso questo stesso sconvolgimento? La risposta sta nella sua vittoria sul male e sulla morte. Lui, l’Inviato di Dio, ha attraversato questo tratto oscuro della nostra vita e ne è uscito trionfante. Il male, il dolore e la morte non possono dunque più farci paura.

È forse anche per questo che Gesù parla di un cuore che non deve cedere al turbamento. Sì, perché il cuore, centro della nostra personalità, delle scelte, della volontà, dei desideri, è il santuario che può e deve custodire la nostra fede in Lui.

Non è dunque ad uno smarrimento superficiale, esteriore che qui Gesù si riferisce, ma a quello smarrimento profondo che rende instabile, incerta e vacillante la nostra fede. Possiamo allora smarrirci sì per qualche momento, soprattutto quanto attraversiamo tornanti difficili e percorriamo strade aspre, ma turbarsi nel cuore no! Lì, ritti e fiduciosi, dobbiamo custodire la gioia immutabile dell’annuncio pasquale, corroborata da una certezza: “Vado a prepararvi un posto».

309 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

Comentários


bottom of page