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"Le tue scarpe consumate faranno ancora tanta strada!"


Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 9,27-31

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».

Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».

Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.

Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

 

Giovanni Battista, dal carcere, un po’ disorientato, perplesso e vacillante nella fede, aveva inviato alcuni dei suoi discepoli da Gesù per chiedere una conferma: «Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?». E Gesù aveva risposto: “Andate a riferire a Giovanni quello che udite e vedete: i ciechi ricuperano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono purificati e i sordi odono; i morti risuscitano e il vangelo è annunciato ai poveri” (Cfr. Mt 11,2-4).


Ecco: la guarigione dei due ciechi è il segno, anche per noi oggi, che Gesù è il Messia e l’attesa è finita. Forse a parole ne siamo anche convinti, ma nel cuore dubitiamo, restiamo perplessi e, come il Battista, vacilliamo soprattutto quando, come lui, non capiamo perché Gesù non si decida ad intervenire nelle situazioni difficili che viviamo. Vorremmo che agisse da “liberatore”, come promesso dalle Scritture, ma piuttosto che i segni della sua potenza tocchiamo con mano quelli della sua debolezza e, come prolungamento e conseguenza, anche della nostra debolezza che ci fa sentire impotenti e perdenti. E ne soffriamo, barcollando nell’incredulità, talvolta persino smarrendoci.

È bene allora “ruminare” a lungo questo Vangelo che oggi ci dice con chiarezza: è Lui il liberatore, lo è davvero, ma non a modo tuo, secondo i tuoi criteri limitati, parziali, talvolta persino distorti.


Tu pensi che lui non intervenga? Niente di tutto questo. Lui interviene sì, magari non sul tuo problema – oltretutto, eliminato questo, ne verrà fuori un altro - quanto sulla tua capacità di “aprire gli occhi” e vedere che anche per te c’è salvezza, lì tra le pieghe del problema che vivi. E lì, in quelle fatiche, Lui è con te, è la tua forza e l’unico intralcio che t’impedisce di vederlo all’opera come liberatore è solo la tua cecità. Ecco perché ti apre gli occhi.

Dunque, anziché dibatterti mettendo in discussione la sua stessa presenza nella tua vita, seguilo, grida anche tu: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”. Ma preparati anche a rispondere “sì” quando lui ti chiederà: “Credi che io possa fare questo?”.


Preparati! Ecco l’Avvento. Alza il capo, anche se ti senti strizzato come uno straccio, o addirittura inutile. Non permettiamo assolutamente che qualcosa o qualcuno possa così tanto assorbirci e condizionarci da prosciugare la nostra fede. Non concediamo al nostro cuore di arrendersi e di chiudersi alla speranza. E soprattutto non permettiamo che le contrarietà paralizzino il nostro presente sino a renderci incapace di guardare verso l’orizzonte e scorgere i segni luminosi della Sua venuta.


Gioia e coraggio!

Il Signore è vicino, a un passo dal tuo.

Attendilo, seguilo: le tue scarpe consumate faranno ancora tanta strada!

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