strisciablog.jpg

Per guardare la vita dall'alto

e vedere il mondo con gli occhi di Dio

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO

leggi | rifletti | prega | agisci

VUOI RICEVERE IL COMMENTO ALLA PAROLA DEL GIORNO SU WHATSAPP?

icona-whatsapp-300x300.png
civetta_edited.png
Se vuoi ricevere il post quotidiano della Parola del giorno su WhatsApp, compila questo modulo. Ti inseriremo nella bacheca "La Parola del giorno" da cui potrai scaricare il link.

Il tuo modulo è stato inviato!

Cerca
  • Comunità dell'Eremo

La tua ombra


Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 16,5-11

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.

Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.

E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

 

Possiamo solo immaginare il turbamento e la tristezza provata dai discepoli all’annuncio della partenza del loro Maestro da questo mondo. Una tristezza che, a comprendere bene il testo originale, non è solo la mestizia di chi sta affrontando un lutto imminente e si sente assalire da un’angoscia profonda.

C’è di più: è la solitudine che si prova nel percepirsi in qualche modo “fuori dal mondo”, con un altro modo di vedere le cose, di pensare, di amare, di vivere insomma. Un mondo illuminato dalla luce del Vangelo, in contrapposizione alle tenebre di un mondo che rifiuta Cristo, se ne disinteressa o è semplicemente tiepido e banale nelle cose che riguardano Dio.


Ecco: i discepoli di Gesù, che si sentono fuori dal mondo hanno, al contempo, la consapevolezza di dovervi rimanere affrontando l’ostilità, lo spregio, l’odio, l’incomprensione di coloro che invece dentro la logica del mondo ci sguazzano sentendosi a loro agio.


Dentro questo tritacarne, è normale che chi segue Cristo inevitabilmente soffra anche una grande solitudine. Che può diventare un banco di prova per la sua fede. Sì perché può capitare che “quelli del mondo”, mal sopportando le scelte dei credenti (e vi chiedo: secondo voi, perché?), diventano via via sempre più intolleranti. Anzi a volte si sentono persino autorizzati a deridere e disprezzare la fede stessa e chi a questa fede consacra se stesso.


Spiace doverlo ammettere, ma questa fetta di mondo, di umanità si è come accartocciata e consegnata ‘al nulla’, sostenendo con ostentata certezza che “nulla c’è stato prima di noi e nulla ci sarà dopo”.

Forse tra loro c’è chi sente ‘felicemente ateo’, c’è chi annaspa nel dubbio e poi lascia perdere, accontentandosi di ciò che può vedere e toccare. Ma c’è anche chi è stato drammaticamente sottomesso e circuito “dal principe di questo mondo”, l’antico nemico che lusinga, seduce, ti fa sentire emancipato e libero, ma che alla fine ti porge un conto salato perché ti svuota di tutto e ti dà dello sconfitto, lui che del resto può vantare vittorie solo apparenti.


Capisco che tutto questo possa sembrare quasi eccessivo, ma non dimentichiamo che molti inseguono certe idee sfrondate d’infinito solo per non lasciarsi coinvolgere dalle proposte alte ed esigenti di Gesù di Nazareth.

E finiscono per dire che non c’è rimedio per la nascita e la morte, “salvo godersi l’intervallo”, come diceva un certo filosofo.

Ma voi questo – un intervallo! – me la chiamate vita?

Lasciamo allora che il Paràclito ci ispiri e ci attiri verso beni più grandi e prospettive nuove, sature d’immenso.


Nel viaggio della vita, la fede è un dono che porti con te e che ti apre il cammino.

Ma se non la custodisci, la strada s’accartoccia e tu finisci per ripiegarti nel ‘nulla’.

E lì c’è solo la tua ombra.


216 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

"Immacolata"