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Il pane vivo


Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 6,44-51


In quel tempo, disse Gesù alla folla:

«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

Sta scritto nei profeti:

"E tutti saranno istruiti da Dio". Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.

Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

 

I giudei mormoravano contro Gesù perché aveva detto: “Io sono il pane disceso dal cielo”. Non riuscivano a credere nel mistero dell’incarnazione; concretamente, che il figlio di Giuseppe, uomo come loro, potesse essere Figlio di Dio: "Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: "Sono disceso dal cielo"?" Gv 6,42).


A questa loro manifesta incredulità che si stava trasformando in protesta dichiarata e aperta ostilità, Gesù con pacatezza risponde direttamente invitandoli innanzi tutto a uscire allo scoperto: “Smettetela di mormorare tra voi” (Gv 6,43). Ecco il solito ‘vizio’, che papa Francesco stigmatizza come “nostro pane quotidiano”: piuttosto che affrontare e risolvere le situazioni conflittuali ricorrendo al dialogo, magari anche serrato, noi preferiamo “mormorare”. Sparliamo e sminuiamo l’altro fino a screditarlo.


Ma andiamo avanti. Dopo aver detto: “Smettetela”, Gesù trasferisce il discorso su un piano più alto. Sarebbe stato inutile del resto discutere sul terreno delle sue origini umane.


Ecco allora che sposta il discorso su Dio, specificando quali sono le condizioni per credere in Lui:


“Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato”

È il Padre che “attira”. È dono suo. Nessuno è in grado di prendere l’iniziativa e fare il primo passo. È Lui che, per amore, ha inviato nel mondo il Figlio ed è ancora Lui che ci spinge ad andare verso Gesù.


“Nei libri dei profeti sta scritto: Tutti saranno discepoli di Dio”

Che vuol dire questo: se vuoi dire davvero di sì al Padre che ti attira, sii docile, ascolta con prontezza, fatti ‘discepolo’. Chi si sente discepolo assorbe come una spugna la parola del maestro. Chi invece presume e si fa maestro di se stesso diventa impermeabile e non c’è parola che trovi disponibilità e accoglienza nel suo cuore.


“Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno”

Mangiare Gesù-pane vita: ecco come s’illumina ulteriormente il mistero e il cammino della nostra fede. Stiamo parlando dell’Eucaristia? Sì certamente, anche, perché il pane che Gesù ci dà è la sua carne per la vita del mondo. E dico ‘anche’, perché pane di vita è l’eucaristia, Corpo e Sangue di Cristo, e pane di vita è la Sua Parola che ci nutre e ci fa entrare in comunione con Lui.


Dunque, come disse l’angelo ad Elia nel deserto: "Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino" (1Re 19,7).

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