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I cinque segni


Dal Vangelo secondo Marco

Mc 16,15-20


In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

 

Sono cinque “i segni che accompagneranno quelli che credono”. Stiamo attenti però: bisogna leggerli non come prodigi inscenati da maghi e fattucchiere, ma alla luce del simbolismo biblico, considerandoli come “lieto messaggio” che annuncia la presenza del Risorto in mezzo a noi “tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

Ricordate Is 11,6: per descrivere i tempi messianici il profeta dice che “il lupo abiterà con l’agnello”. Che vuol dire? Non certo che il lupo smetterà di essere una creatura aggressiva e diffidente. Isaia usa questa immagine per dire che nel regno di Dio non ci sarà più spazio né per l’inimicizia né per le ‘imboscate’ reciproche.

Ecco: alla stessa maniera dobbiamo leggere questi cinque segni che ribaltano ‘lo stile di Adamo’ in balìa del serpente antico.


“Scacceranno i demòni” Tutto ciò che nell’uomo è opera mortifera, incline al male – odio, egoismo, cattiveria, avidità – verrà spazzato via dalla potenza di Cristo che agisce in noi attraverso la sua Parola e i Sacramenti.


“Parleranno lingue nuove” Capite bene che nel nostro quotidiano questo non significa diventare poliglotti, ma parlare il linguaggio ispirato dallo Spirito Santo che è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo, capace di disinnescare gli ordigni della violenza verbale, dell’arroganza e della falsità, e capace di abbattere i muri della divisione e dell’incomprensione.


“Prenderanno in mano i serpenti” I serpenti nella Bibbia rappresentano la vita e la morte. Qui, con il loro veleno, è della morte che parliamo, dell’insidia astuta che viene dal male e vuole farci deragliare su strade di negatività e di non senso. Ora, alla luce della risurrezione, il male è come un cane a cui è stata messa la museruola: abbaierà ancora – certo! – ma non potrà più mordere.


“Imporranno le mani ai malati e questi guariranno”È uno dei grandi segni che Gesù ha compiuto e che noi tutti possiamo prolungare attraverso le nostre mani tese verso i malati per compiere gesti di tenerezza e compassione. Forse non guariremo il loro corpo, ma certamente li ungeremo di consolazione e di speranza.


Naturalmente il Signore attraverso coloro che credono compie anche segni visibilmente prodigiosi, eclatanti. Lo ha fatto con la prima comunità cristiana, come attestano molti episodi degli Atti degli Apostoli, lo fa certamente anche oggi e lo farà ancora. Ma nell’ordinarietà della vita dei credenti – la mia e la tua – Lui entra, anzi “sta” e “agisce” come il lievito che fermenta la massa, in modo discreto ed efficace.


Non andiamo dunque a caccia di “miracoli” ed eclatanti “segni del cielo” inseguendo con fanatismo il “guru” di turno che riesce a darci sensazioni nuove. Cerchiamo piuttosto di testimoniare la nostra fede nella realtà che viviamo, con mente aperta e cuore semplice.


Un miracolo di certo lo possiamo fare ed è il Signore stesso a suggerircelo, anzi a richiedercelo, come dice il profeta Michea:


“Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono

e ciò che richiede il Signore da te:

praticare la giustizia,

amare la bontà,

camminare umilmente con il tuo Dio” (Mi 6,8).



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