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  • Comunità dell'Eremo

“Ho sognato una scala”

Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 1,47-51

In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».

Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».


Un Angelo ti sta a fianco, "protettore e pastore, per condurti alla vita" (San Basilio Magno).

Non è una favola per bambini. Ma dei bambini bisogna avere il cuore per crederci e occhi limpidi per ‘vedere’: voi li vedrete salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo, dice Gesù, rispolverando il sogno di Giacobbe: "una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa" (Gen 28, 10-12).


Di scale ce ne sono tante! Molte anche improvvisate, sgangherate. Soprattutto poco sicure. Le pubblicizzano come promettenti ascese verso il successo. Ti promettono gloria e potere fino a farti girare la testa solo al pensiero che questa sia l’occasione della vita, quella che aspettavi da sempre, di quelle che capitano una volta sola e che devi afferrare senza farti tanti scrupoli. Ma salirci è come svendersi sui marciapiedi della vita per una gratificazione che lascia incredibilmente vuoto il cuore.


Salire e scendere, un piolo dopo l'altro, tra terra e cielo, è tutta un'altra cosa.

È tutta un'altra cosa se Cristo è la scala e tu, come gli Angeli, punti alla cima per riempirti di Dio e poi t'affretti a calarti giù, con i piedi per terra, nella vita che vivi, per amare e servire.


Ma non lasciarti sfuggire un dettaglio: nell'uso delle scale ci sono “misure generali di sicurezza” che non si possono eludere. Così anche nel nostro salire e scendere “sopra il Figlio dell’uomo”. Devi coltivare un cuore puro, se vuoi salire spedito. E nella discesa, sii onesta/o, abbi sete di giustizia, coltiva mitezza e misericordia, perché mai venga meno la tenacia nel percorrere le vie della pace. Faticherai? Certo, ma salire e scendere, al di là della fatica, è un principio attivo che reca benessere. E qui parliamo di “spirito”, soprattutto.

Gesù direbbe: “Beati voi” se salite e scendete attraverso di me. Beati, se non vi fermerete esitanti al primo gradino.

Che fare, dunque?

Guarda verso l’alto, sempre.

Desidera il Cielo e custodisci la terra: è tempo che tu sia veramente felice!




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