strisciablog.jpg

Per guardare la vita dall'alto

e vedere il mondo con gli occhi di Dio

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO

leggi | rifletti | prega | agisci

VUOI RICEVERE IL COMMENTO ALLA PAROLA DEL GIORNO SU WHATSAPP?

icona-whatsapp-300x300.png
civetta_edited.png
Se vuoi ricevere il post quotidiano della Parola del giorno su WhatsApp, compila questo modulo. Ti inseriremo nella bacheca "La Parola del giorno" da cui potrai scaricare il link.

Il tuo modulo è stato inviato!

Cerca
  • Comunità dell'Eremo

"Fatevi degli amici"



XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)


Dal Vangelo secondo Luca

Lc 16,1-13

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:

«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.

L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.

Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.

Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.

Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?

Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

 

Gesù tira in ballo di frequente gli amministratori. C’è quello “fedele e saggio” che utilizza bene quanto gli è stato affidato; c’è chi invece approfitta della posizione che occupa per spadroneggiare sugli altri e sulle cose; c’è poi l’intraprendente che moltiplica il capitale amministrato e, da contraltare, il fannullone che invece preferisce scappare dalle proprie responsabilità. È un campionario d’umanità che riflette il nostro rapporto con Dio, con gli altri, con il creato e con le cose, tra alti e bassi.


Oggi però in questo Vangelo la figura dell’amministratore è davvero imbarazzante: pur essendo “disonesto”, viene lodato per la sua “scaltrezza”. E questo, a primo acchito, ci disturba, dà fastidio, ci sembra un’inaccettabile contraddizione, tanto che gli “addetti ai lavori” hanno sudato non poco nell’interpretare questa parabola, cercando di salvare – ve lo dico terra terra - 'capri e cavoli'. E di interpretazioni se ne sono fatte tante, tutte molto interessanti, alcune però poco convincenti, altre troppo audaci, altre ancora eccessivamente sofisticate.


Mi permetto di semplificare. E più che azzardare un’interpretazione, vorrei mettere dei coni stradali per delimitare ciò che davvero mi sembra importante per il nostro cammino, nella tensione sempre viva del diventa chi sei”.


Innanzitutto – convinciamocene! – siamo amministratori e non padroni.

Tutto ciò che il Signore mette nelle nostre mani gli appartiene. Non possiamo decidere di comportarci con saggezza, fedeltà, intraprendenza o, al contrario, deragliare, “sperperare” e appropriarci di ciò che ci è stato affidato, atteggiandoci a padroni. Naturalmente questa è disonestà. Se poi, oltre che farla da padroni, prevarichiamo sugli altri, la disonestà s’aggrava e sfocia nell’iniquità.


Ma quand’è che rischiamo tutto questo?

Quando ci affezioniamo a mammona, all’idolo della ricchezza che aliena e acceca. E nell’esaltarla, poniamo in essa la nostra fiducia. Non a caso il termine aramaico māmôn, che vuol dire ricchezza, proprietà, è legato alla radice ‘aman, che indica l’aderire con fede a qualcuno, a qualcosa.

Questo non vuol dire affatto che Gesù condanni la ricchezza in se stessa né che esalti la povertà economica o la miseria, che in sé non è certo un bene. Quando però la ricchezza è fine a se stessa, ossia quando diventa accumulo ossessivo che monopolizza il cuore, allora diventa idolatria. E prima o poi ti induce a disprezzare l’altro padrone - Dio - come ribadisce oggi il Vangelo.

Quanto al disprezzo degli altri, va da sé, perché la comunione con gli altri esiste solo se mettiamo dei limiti al nostro potere e al nostro avere.


In cosa consiste allora la scaltrezza dell’amministratore che strappa una lode a Gesù?

Nell’accumulare il tesoro della riconoscenza, puntando tutto sugli amici: facendo loro del bene, li avremo infatti dalla nostra parte in questa vita e, nell’altra, quando a contare davvero sarà soltanto l’amore e non il denaro, potranno testimoniare in nostro favore.

Potrà sembrare una forma di opportunismo anche questa. Nella parabola in effetti l’amministratore licenziato lo è, e non è certo un modello di moralità. Ma andiamo oltre, si sa che le parabole devono provocare e indurci a prendere posizione.

Tolta la crosta, la sostanza è questa: tieni libero il cuore per il Signore, condividi i tuoi beni con gli altri, fatti amico, per essere accolto nelle dimore eterne.



Se avete ancora un po’ di tempo, a supporto di uno stile di vita più sobrio e razionale di cui la parabola si fa eco, può essere utile rileggere insieme i sette peccati sociali descritti dal Mahatma Gandhi, che sono stati incisi sulla sua tomba:


Politica senza princìpi

Ricchezza senza lavoro

Piacere senza coscienza

Sapienza senza carattere

Commercio senza moralità

Scienza senza umanità

Culto senza sacrificio.

196 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

Venite a me