strisciablog.jpg

Per guardare la vita dall'alto

e vedere il mondo con gli occhi di Dio

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO

leggi | rifletti | prega | agisci

VUOI RICEVERE IL COMMENTO ALLA PAROLA DEL GIORNO SU WHATSAPP?

icona-whatsapp-300x300.png
civetta_edited.png
Se vuoi ricevere il post quotidiano della Parola del giorno su WhatsApp, compila questo modulo. Ti inseriremo nella bacheca "La Parola del giorno" da cui potrai scaricare il link.

Il tuo modulo è stato inviato!

Cerca
  • Comunità dell'Eremo

"E ti vengo a cercare"


Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 18,12-14

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?

In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.

Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».

 

Leggere questo brano in tempo d’Avvento ha un sapore tutto particolare. La Sua venuta, che attendiamo con gioia, non è soltanto il farsi carne di Dio in Gesù di Nazareth e l’abitare in mezzo a noi, ma è un venirci a cercare: andrà a cercare quella che si è smarrita”, dice il testo.


È già cosa infinitamente grande che Dio prenda dimora tra noi entrando nella caducità del tempo e della condizione umana, ma quanto scalda il cuore sentire i suoi passi muoversi spediti verso di noi!


Dio viene a cercarci lì dove siamo, lì dove ci siamo smarriti: nell’infedeltà del cuore piegato senza equilibrio su altri amori; nell’inquietudine dell’incredulità e del dubbio che come spine soffocano la fede; nelle paure che continuamente ci assalgono mentre tentenniamo lungo le vie tortuose delle nostre complicazioni esistenziali. Viene a cercarci il nostro Dio, e non gli importa di spogliarsi di tutto. Viene a cercarci fino a che non ci raggiunge tra i cocci dispersi della nostra fragilità, lì dove l’imprudenza, la cocciutaggine e l’arroganza hanno partorito scelte sbagliate e sprecato energie di bene in cerca di un’erba che sembrava più dolce, di uno spazio che sembrava più ampio e che, illudendoci, ci faceva sentire finalmente liberi. E invece stavamo solo passando da un orizzonte all’altro, via via sempre più inquieti, lontani dal gregge, a ridosso di un dirupo, e senza via d’uscita.


Sì, Dio ci raggiunge, ma c’è un “se”: “se riesce a trovarla” – dice il testo riferendosi alla pecora smarrita. Ecco, se riesce a trovarci: questo è l’inghippo, e dipende solo da noi.


Raggiungerci non vuol dire trovarci!

Pensate a ciò che si sperimenta quando in una relazione l’altro diventa un muro di gomma: scivoloso, refrattario, duro, perennemente accigliato, polemico, impermeabile. Tu cerchi un appiglio e l’altro ti scansa. Tenti di dialogare e ti lancia un’occhiataccia muta e informe. Tu muovi un passo per avvicinarti e l’altro ne fa due per mantenere le distanze. Ecco cos’è il raggiungere l’altro senza riuscire a trovarlo.


Fissiamo dunque il cuore sulla necessità di lasciarsi trovare da Dio abbattendo i muri dell’orgoglio e dell’autosufficienza. Certo, è una scelta continua di libertà e di reciprocità d’amore, e non è mai scontata. Anzi, quando la dai per certa, proprio allora è tutto da rifare perché noi la fedeltà dobbiamo rinnovarla ogni giorno e mai sentirci a posto, mai sentirci arrivati, mai “giusti”.


Teniamolo a mente: questa libertà, se giocata male, ci espone ad amari disinganni. E staccarsi dal gregge non è mai cosa buona, così come essere “pecora” non è certo alienante. Lì dove c’è un gregge, come già vi dicevo tempo fa, c’è anche un pastore che ha a cuore la tua vita e la tua integrità. Forse non farai sempre ciò che vuoi perché non sempre ciò che vuoi è un bene, ma di certo, se resti nel gregge accanto al pastore, pur nei giusti limiti che questo comporta, la tua diventa libertà per il bene. E l’amore cresce ordinato.

244 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

Accogliervi

Lo sposo