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  • Comunità dell'Eremo

"Con le lampade accese"


Dal Vangelo secondo Luca

Lc 12,35-38

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.

E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».

Lungo il viaggio verso Gerusalemme, ormai vicino alla passione e alla morte, Gesù prepara i suoi discepoli al dopo.

È così che fa un padre, una madre, un amico quando sente che è giunta l’ultima ora. Ti ricorda le cose che contano, ti consegna parole di vita e tu intuisci che quelle parole sono preziose - un vero tesoro! - e avranno un gran peso sul tuo futuro. Saranno il tuo sostegno per il dopo, quando dovrai cavartela da solo e da solo fare le tue scelte. Io, le ultime parole di mio padre, come perle, dopo tanti anni, le custodisco ancora! Stanno lì, scolpite nel cuore, e riemergono chiare quando ho bisogno di ricordare a me stessa chi sono veramente e perché faccio le cose che faccio.


“Restino i vostri fianchi cinti e le vostre lucerne accese” – questo raccomanda Gesù, mentre ci dice che il dopo non è la fine di tutto, ma l’attesa di un ritorno, un nuovo inizio che non conosce fine. E stare svegli per attenderlo significa già pregustare la gioia di ritrovarlo e stare a mensa con lui. Con una differenza: al suo ritorno farà lui ciò che oggi chiede di fare a te. Sarà Lui a metterti a tavola, Lui a a servirti. Tu dovrai solo star sveglio per vederlo arrivare.

Ecco allora quanto è importante che il Signore, tornando, ci trovi così, fedeli e vigilanti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese.


Stare con la veste stretta ai fianchi vuol dire uscire in fretta, finalmente libero, dall’Egitto delle tue schiavitù, come fecero gli israeliti nella notte di Pasqua, pronti a mettersi in cammino verso la terra promessa “con i fianchi cinti” (Es 12,11).

Lungo il cammino, con il cuore libero e senza rimpianti, la veste ai fianchi ti ricorda, poi, che la tua schiavitù si riscatta totalmente attraverso la scelta di essere “servo”. Che vuol dire fare ogni giorno con prontezza ciò che Gesù stesso ha fatto nell’ultima cena, chino a lavare i piedi dei discepoli, tra un catino e un grembiule, per amare fino alla fine.


"Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese"

Cinta la veste ai fianchi, custodisci la lampada accesa e l’olio, che non deve mancare mai: la tua fede, la Sua Parola, perché la tua passione per il Regno ti arda sempre nel cuore e tu possa orientarti deciso nel cammino, mentre t’impegni ad essere luce per gli altri.

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