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La comunità s'ispira alle Regole di San Basilio, padre del monachesimo d'Oriente e, in particolare, alla tradizione monastica calabro-greca che fin dai primi secoli dell'era cristiana ha fecondato la terra di Calabria con la preziosa e santa presenza di numerosi testimoni: i nostri santi fratelli e sorelle monaci, discepoli di san Basilio.

Ci chiamiamo e desideriamo essere veramente "Sorelle di Gesù" poiché "chiunque fa la volontà del Padre che è nei cieli, questi è fratello, sorella e madre" di Cristo (Mt 12,50). Cerchiamo di piacere a Dio nella carità dedicandoci stabilmente alla preghiera, al lavoro, allo studio, all'ospitalità, al servizio della Parola, nell’ordinarietà vigile di una vita semplice sobria povera umile mite quieta.

LA PREGHIERA

La nostra preghiera è un'incessante Confessio Trinitatis, amore riconoscente per la sublime bellezza-carità di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo fissata sul volto raggiante del Cristo trasfigurato. In disparte, sopra l'alto monte dell'alleanza, fissiamo lo sguardo sul Padre, carità creatrice, che ci trae a sé con legami di bontà e vincoli d'amore come chi solleva un bimbo alla sua guancia.

Con cuore puro, fissiamo lo sguardo sul Figlio, il prediletto,il più bello tra i figli dell'uomo, carità redentrice, che ci rivela la sua gloria. Incessantemente fissiamo lo sguardo sullo Spirito Santo, carità sponsale che rinnova e vivifica «come sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna».

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LA LECTIO DIVINA

Attraverso la sua Parola, Dio viene a noi e ci parla. Egli ci rivela il suo amore e ci educa a fare la sua volontà «al fine di guadagnare Cristo e di essere trovati in lui» (Fil 3,8).        
Abbiamo quotidianamente tra le mani la Sacra Scrittura e troviamo le nostre delizie nel meditare con assiduità la Legge del Signore, poiché  «Colui sul quale getto lo sguardo - dice il Signore - è il povero e il contrito che vibra alla mia parola» (Is 66,2).

Con umiltà di cuore ogni giorno meditiamo la Parola e dedichiamo soprattutto la domenica, giorno del Signore, alla lectio divina comunitaria «dimenticando tutto il resto, disponibili per Dio» (Origene, Hom. in Ex. 12)) affinché la sua Parola, dimorando nei nostri cuori, ci assimili a Cristo e, penetrate dallo Spirito, ci unisca nella carità.

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IL SILENZIO, LA SOLITUDINE, LA VIGILANZA

La ricerca dell'intimità con Dio esige un'ascesi personale quotidiana che si nutre di solitudine e di silenzio.

Vigilanti, custodiamo la mente e il cuore con «un silenzio di tutto l'essere» (Paolo VI), colmo della Sua Presenza, risonante della Parola, aperto alla comunione.

 

Cerchiamo ogni giorno spazi di solitudine e tempi di silenzio per ritemprare lo spirito e ascoltare la voce dello Sposo che ci attira sé, ci conduce nel deserto e parla al nostro cuore.
In tal modo, ricche dell'esperienza dello Spirito, potremo discernere l'azione di Dio e i segni dei tempi, edificare i fratelli con la testimonianza di una squisita carità ed accompagnarli nelle vie del Signore.

«Più di ogni altra cosa ama il silenzio; esso ti reca un frutto che la lingua è incapace di descrivere.
Da principio siamo noi stessi a imporci di tacere, ma in seguito, dal nostro stesso silenzio sorge qualcosa che ci trascina al silenzio.
Dio ti doni il sentimento di questo qualcosa che nasce dal silenzio!».

Isacco di Ninive

IL LAVORO

Il lavoro, come la nostra professione, è un'esigenza evangelica volta al fine di piacere a Dio, amare il prossimo, provvedendo al sostentamento dei deboli, e collaborare al completamento della creazione associandoci all'opera redentiva di Cristo: "si tratta di operare con le mani nell'intento di piacere a Dio, di muovere i piedi e di impiegare ogni membro secondo il progetto originario del nostro Creatore" (san Basilio Magno).

È indispensabile che ciascuno di noi lavori con frutto e secondo le proprie forze perché nessuno abbia a mangiare il pane della pigrizia e Dio venga glorificato dall'opera delle nostre mani, della nostra mente e del nostro cuore.

Mi vanto di avere squadre di uomini e di donne che organizzano la loro vita come se fossero in cielo.
La loro bocca non tratta dell'attività degli uomini, cantano ininterrottamente inni al nostro Dio, lavorano con le loro mani, per avere di che distribuire a quelli che si trovano nel bisogno.

San Basilio il Grande

ENTRARE NELLA COMUNITÀ DELLE SORELLE DI GESÙ

 

Per entrare nella Comunità delle Sorelle di Gesù è innanzi tutto necessario, in totale libertà interiore, riconoscere il dono della chiamata a seguire Cristo casto, povero e obbediente e sentirsi afferrate dalla misericordia di Dio che, a partire dalle tue fragilità e dalle tue paure, vuole fare di te una nuova creatura, disponibile a vivere e annunciare il Vangelo consacrando tutta la tua vita al servizio di Dio e dei fratelli.

Se pensi che questa piccola Comunità possa essere anche per te 'il luogo' indicato dal Signore per conoscere e realizzare la tua vocazione con generosità, contattaci e troveremo insieme modalità e tempi perché tu possa fare discernimento in libertà di spirito e serenità di cuore.

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"Non c’è gioia più grande che rischiare la vita per il Signore! Se Egli vi chiama per questa via, fidatevi di Lui. Non fatevi contagiare dalla paura, che ci paralizza davanti alle alte vette che il Signore ci propone". 

Papa Francesco